Capitolo 5 di 8
I rischi tipici del servizio di vigilanza
Notte, guida, aggressioni, armi, freddo, monitor, solitudine: i rischi veri del tuo mestiere e come il Testo Unico li tratta. Sintesi divulgativa originale a fini formativi. Non sostituisce la formazione obbligatoria (generale e specifica) che l'istituto deve erogare e attestare: fai sempre riferimento al D.Lgs. 81/2008 vigente, agli Accordi Stato-Regioni e alle procedure del tuo istituto e del sito in cui presti servizio.
Lavoro notturno e turni
Il lavoro notturno è regolato dal D.Lgs. 66/2003: è 'lavoratore notturno' chi svolge almeno tre ore del proprio orario giornaliero tra la mezzanotte e le cinque, per almeno 80 giorni all'anno (o la quota prevista dal contratto). Per i lavoratori notturni sono obbligatori controlli sanitari preventivi e periodici, di norma ogni due anni, a cura del medico competente, e l'orario non può superare in media le otto ore nelle ventiquattro. Il notturno è un rischio in sé: sonnolenza, calo di attenzione tra le 3 e le 5, disturbi del sonno e digestivi, maggiore rischio di errori e incidenti stradali. Contromisure: dormire davvero prima del turno, evitare pasti pesanti e alcol, muoversi durante il piantonamento, non guidare quando senti la sonnolenza. Alcune categorie (gravidanza, figli piccoli, disabilità) hanno diritto all'esonero.
Guida e rischio stradale
Per la GPG in ronda il veicolo è un luogo di lavoro e l'incidente stradale è la prima causa di infortunio grave nel settore. Il Testo Unico e il codice della strada chiedono le stesse cose: cinture sempre allacciate, velocità adeguata (il giro va fatto bene, non in fretta), niente telefono in mano, soste sicure, luci e gomme in efficienza, controllo del mezzo a inizio turno. Il rischio aumenta di notte, con nebbia, ghiaccio e pioggia e a fine turno: se nel giro hai attivato gli avvisi vocali, l'app ti avvisa del meteo e dei clienti in avvicinamento proprio per non farti guardare lo schermo. L'infortunio alla guida durante il servizio è infortunio sul lavoro; quello nel tragitto casa-lavoro è 'in itinere' ed è coperto dall'INAIL se il percorso è quello normale.
Aggressioni, rapine e violenza di terzi
Il rischio di aggressione o rapina è un rischio lavorativo a tutti gli effetti e deve stare nel DVR dell'istituto, con procedure chiare: cosa fare sotto minaccia, chi avvisare, come non aggravare la situazione. Il principio è uno: nessun bene vale una vita, la tua o quella di un passante. Dopo un evento violento l'azienda deve occuparsi anche delle conseguenze psicologiche (stress post-traumatico), e tu hai diritto di essere visitato e, se serve, di essere sollevato temporaneamente dal servizio. Segnala sempre anche le aggressioni verbali e le minacce: fanno parte della valutazione del rischio e servono a proteggere i colleghi.
Armi, lavoro isolato e ambienti del cliente
L'arma è un'attrezzatura di lavoro con un rischio proprio: incidenti nel maneggio, ferite accidentali, furto. Le regole di custodia, carico e scarico in sicurezza, uso della fondina e del cavo, sono parte della prevenzione (vedi il corso Armi e poligono). Il lavoro isolato, tipico del piantonamento notturno, richiede che qualcuno sappia dove sei e che tu abbia un mezzo per chiedere aiuto (radio, telefono, dispositivo 'uomo a terra'): chiedi al tuo istituto come è organizzato. Negli ambienti del cliente valgono i rischi di quel luogo: mezzi in movimento nei piazzali, carrelli elevatori, rischio elettrico nelle cabine, cadute su pavimenti bagnati o in cantiere, sostanze chimiche, rumore. Non entrare in zone vietate per fare un controllo se non sei attrezzato e autorizzato.
Freddo, caldo, posture e videoterminali
Il microclima è un rischio: il piantonamento all'aperto d'inverno o in una guardiola non riscaldata, il servizio sotto il sole d'estate. L'azienda deve fornire abbigliamento adeguato e organizzare pause e ripari; tu devi bere, coprirti, non sottovalutare i sintomi (brividi, confusione, crampi). Stare in piedi fermi per ore affatica gambe e schiena: alternare, camminare, usare le pause. In sala controllo con i monitor si applicano le regole sui videoterminali (Titolo VII): chi usa il VDT per almeno 20 ore settimanali ha diritto a una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di lavoro continuativo, alla sorveglianza sanitaria con controllo della vista e a una postazione corretta (schermo, sedia regolabile, luce che non riflette).
Stress lavoro-correlato
Dal 2010 lo stress lavoro-correlato deve essere valutato nel DVR di ogni azienda. Nella vigilanza i fattori sono noti: turni e notti, solitudine, monotonia alternata a momenti di pericolo, responsabilità dell'arma, rapporto con un pubblico a volte ostile, precarietà dei cambi di appalto. Lo stress non è un segno di debolezza ed è diverso dalla normale fatica: se dura, incide sul sonno, sull'umore e sulla salute. Parlarne con il medico competente e con il RLS è un diritto, e le segnalazioni collettive servono all'azienda per intervenire sull'organizzazione (turni, pause, formazione, sostegno dopo eventi critici).
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Avvertenza: i testi sono una sintesi redazionale a scopo di studio e autovalutazione, non sono testo ufficiale e non sostituiscono i corsi, l'addestramento e gli esami previsti dalla normativa.